Lavori  

Restauri e scoperte a Giano dell'Umbria

Verso la fine degli anni '90 del secolo scorso si è dato inizio al restauro, sia architettonico che artistico, della chiesa di San Francesco, intervento terminato nel 2009. Ma già alcuni anni prima il Comune di Giano dell'Umbria aveva iniziato un primo recupero del patrimonio con il restauro di alcune tele sia di questa chiesa sia dell'altra, la Madonna delle Grazie, il cui restauro, anche questo architettonico e artistico, è terminato nel 2010.

In San Francesco è stato scoperto nel coro, al di sotto degli scialbi e del coro ligneo seicentesco (rimosso) un ciclo inedito (del quale erano a vista soltanto alcune scene superiori), che si può attribuire alla cerchia del Maestro di Fossa, sec. XIV; sono tornati alal luce poi una serie di affreschi alle pareti laterali tra cui un Sant'Antonio abate (sec. XIV); una Madonna del latte (sec. XV); un grande palinsesto murale (attribuzione resa nota nella conferenza tenuta nell'agosto del 2012 da Marcello Castrichini a Giano dell'Umbria) con la Madonna del Rosario di mano dei fratelli Angelucci (pittori molto attivi tra '500  primo' 600 in Valnerina) della Valnerina;e una Natività e santi di Pietro Paolo Sensini (Todi 1555- post 1632). Purtroppo questi ultimi affreschi non sono più visibili perché ricoperti di nuovo dalle pale d'altare.

La scoperta più importante è avvenuta nella chiesa della Madonna delle Grazie dove sono stati riconosciute dopo il restauro 6 sculture, peducci dell'abside originaria della chiesa Quattrocentesca, di mano dello scultore Pietro Paolo da Gualdo Cattaneo, uniche opere conosciute in zona, eccettuati pochi frammenti a spoleto e Montefalco.

Curia Vescovile di Terni Narni e Amelia

Restauri anno 2010

affresco, La comunione degli Apostoli nell'Ultima Cena, 1670 ca.

L'affresco presentava ancora i danni causati dal bombardamento avvenuto nell'ultima guerra che ha colpito in pieno il duomo di Terni nella zona presbiteriale. A parte la lacuna prodottasi in corrispondenza dell'architettura nella parte superiore centrale, reintegrata in un precedente intervento (conservata in questo attuale), gli intonaci del dipinto erano completamente lesionati e distaccati dal supporto murario per buona parte della superifcie e in corrispondenza di alcune lesioni e fratture i relativi bordi si erano instabili pericolosamente. Nella parte destra, in alto nell'architettura e in basso in nell'ultimo apostolo in ginocchio, una resina applicata negli interventi precedenti aveva provocato il sollevamento a strappo del colore sotto forma di piccole scaglie. Uno strato grigiastro, composto da sporco e strati di resine ossidate applicate in precedenti interventi, ottundeva e rendeva piatto il dipinto spegnendo la calda cromia delle tinte. (foto)

Città della Pieve, Duomo.

Restauro Battesimo di Cristo di Pietro Perugino. Relaz. dei lavori 1 parte - 2 parte